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La compagnia teatrale Stabile Assai del carcere di Rebibbia alla Bocconi

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Pubblicato il: 30-11--0001

2014 | 23 maggio

La Società della Taula è lieta di presentare il 23 maggio 2014 la compagnia teatrale "Stabile Assai" del carcere di Rebibbia nello spettacolo teatrale "Bazar" che si terrà presso l'aula magna dell'Università Commerciale Bocconi, in via Gobbi 5.

La SOCIETA' DELLA TAULA è la più antica associazione attiva dell'Ateneo, esistente dal 1947 presso l'Università Bocconi. La confraternita studentesca bocconiana ha dedicato i propri sforzi per l'anno 2014 alla realizzazione di questa giornata allo scopo di sensibilizzare la comunità studentesca sul tema delle carceri. Per questa iniziativa la Società della Taula ha ricevuto l'onore della consegna della Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

La COMPAGNIA STABILE ASSAI è il primo gruppo teatrale penitenziario ad essere nato in Italia. La Compagnia è stata fondata nel 1982 da Antonio Turco ed è l'unica a mettere in scena testi inediti scritti dagli stessi operatori e dai detenuti. Nel corso della sua carriera, la Compagnia ha collezionato diversi riconoscimenti, tra cui nel 2011 il "Premio Troisi". La Compagnia nel 2012 è stata protagonista del film "Cesare deve morire" dei fratelli Taviani, vincitore dell'Orso d'oro a Berlino e del David di Donatello e lo scorso anno ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica per la valenza artistica della sua opera sociale. Inoltre si è esibita nel 2009 alla Camera dei Deputati di fronte alla presenza del Pres. della Camera On. G. Fini, del Pres. della Commissione Giustizia del Senato On. G. Bongiorno e, nel 2011, in Campidoglio alla presenza del Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno. Recentemente sulla Compagnia è stato girato "Offstage", del regista Francesco Cinquemani, nelle sale da settembre 2014.

BAZAR è una storia dove legami taciuti, tormenti e colpe s'intrecciano tra passato e presente degli attori. Nello spettacolo i ricordi prendono possesso della realtà attraverso gli oggetti e una lampada, una pistola, un libro contabile o una maglietta, saranno lampi di riflessione su come certe storie potevano o dovevano andare diversamente. Bazar è un crogiuolo di biforcazioni: il palcoscenico smette di essere uno stato mentale, un non-luogo metaforico e diventa lo spazio dove il cambiamento è forse ancora possibile. Alla fine solo il sipario ci nasconderà il futuro.

milanotoday.it

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