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Voci dal carcere di Rebibbia, l'importanza di arte e cultura per i detenuti

Voci dal carcere di Rebibbia, l'importanza di arte e cultura per i detenuti

RaiNews24

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 17-05-2013


Roma, Lazio, Italia,

2013

Un incontro all'interno della Casa Circondariale di Rebibbia a Roma. I detenuti raccontano quanto la cultura possa aiutare a vivere la detenzione. Un detenuto lamenta la chiusura del corso di mosaico che frequenta da 4 anni. Purtroppo adesso rischia la chiusura per mancanza di fondi. L'uomo descrive di aver scoperto l'arte nel carcere e di quanto questa lo ha aiutato a matura un'altra consapevolezza.

Parla un docente di diritto della scuola interna, Carlo Iacomini, che è testimone della grande importanza della scuola.

Del carcere si parla poco, gli lamenta un altro detenuto, la società libera si interessa delle altre Istituzioni ma la detenzione viene dimenticata.

L'incontro di due ore è stato organizzato dall'Associazione Libertà e Giustizia che promuove l'incontro tra l'opinione pubblica esterna, i cittadini liberi, e la popolazione detenuta.

E' la costituzione che impone un trattamento umano del detenuto, ma deve essere ben applicata.

Emerge fra tutti il valore di comunicazione ed ascolto tra chi è dentro e chi è fuori e lo sottolinea Marta Pirozzi dell'Associazione Libertà e Giustizia.

Dignità, lavoro, valori che non mancano solamente in carcere, in questo momento mancano anche nella società esterna.


COMUNICATO

Incontro, alla casa di reclusione di Rebibbia, sul valore della persona e della cultura dopo il film dei fratelli Taviani "Cesare deve morire", girato proprio a Rebibbia. L'Associazione Libertà e Giustizia ha annunciato la consegna di una targa nel segno di un dialogo che deve continuare tra chi è dentro e chi è fuori dal carcere. Luce Tommasi ha raccolto le voci dei detenuti e dei promotori dell'iniziativa.

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