Immagine di copertina del libro di Antonio Falda
Rugby in carcere
Rugby in carcere - Rugby Terni - Carcere di Terni

IL RUGBY OLTRE LE SBARRE. Da oggi la sezione su DETENZIONI.EU con la collaborazione di ANTONIO FALDA

Marco Rabino

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 04-04-2015


2015 | 4 aprile

È giunta ora di dare rilievo ad una pratica sportiva che sta prendendo piede all'interno delle carceri italiane. Parlo del rugby, sport che ho sempre ammirato, anche se non seguito particolarmente o praticato. L'idea di aprire la sezione sul rugby in carcere su DETENZIONI.EU mi è venuta da un nuovo amico, Antonio Falda, con il quale ho scoperto di condividere la stessa spinta emotiva verso la pratica di questo sport, la stessa condizione amatoriale, di sguardo dal di fuori, e la stessa ammirazione verso le implicazioni sociali e umane che porta con se.

Dopo aver seguito, on line e sui media, l'iter di distribuzione e presentazione del libro di Antonio, "Per la libertà. Il rugby oltre le sbarre", mi sono convinto a contattarlo e a proporgli una rubrica sulla neo pagina dedicata a questo sport praticato nelle carceri e utilissimo strumento di riabilitazione. Sono stato gratificato dalla disponibile ed entusiasta risposta di Antonio Falda a contribuire, sulle pagine di Detenzioni, alla conoscenza e alla diffusione del rugby oltre le sbarre.

A convincermi, ulteriormente, è stata la voglia di Antonio di presentare il suo libro anche nelle scuole, e a proporlo come strumento di formazione. Da insegnante, quale sono, che ha operato in contesti difficili quali carceri e scuole ad alto rischio, considero un valore aggiunto l'intento dichiarato di Antonio Falda ad immaginare il suo testo come un contributo al miglioramento della società civile, cosi tanto in crisi oggi.

Perfettamente in linea con i nobili ideali del rugby Falda ha scritto un vero manuale di civiltà che consiglio a genitori, insegnanti e operatori della scuola che si trovano spaesati di fronte alla devianza minorile oggi in aumento. Se vogliamo innescare la rinascita morale di una nazione occorre operare nelle scuole e, perché no, imparare e farsi aiutare da coloro che hanno sbagliato. 

Grazie quindi ad Antonio Falda per essersi impegnato nella faticosa, ma gratificante,  documentazione di questo libro, ad avercelo consegnato come un generoso aiuto nell'educazione dei nostri ragazzi e per offrire un'ulteriore possibilità di riscatto a coloro che hanno trovato, in carcere, una loro nuova identità.

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