Immagine di copertina del libro di Antonio Falda
Rugby in carcere
 Foto di Maurizio Puato - Bogia Nen vs La Drola - Carcere di Torino, 29 settembre 2012

Antonio Falda presenta il suo libro sul rugby in carcere al Trofeo Bogia Nen

Marco Rabino

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 08-07-2015

Parco Ruffini - Stadio Primo Nebiolo
Torino, Piemonte, Italia

2015 | 11 luglio

Bogia Nen é una Associazione sportiva dilettantistica nata nel 2010 durante una cena tra sette giocatori uniti da una forte amicizia, la passione per il rugby e una forte vocazione sociale. Spinti oltre che dal piacere del gioco i sette crearono il club con l'idea di fare una squadra di rugby ad inviti per divulgare pratiche sociali virtuose quali lealtà e della solidarietà e rispetto delle regole. Esempi più conosciuti sono i Barbarians (Barbarian Football Club), prestigioso club ad inviti nato in Inghilterra nel 1890 che riunisce delle stelle del rugby mondiale che, in quel contento giocano con uno status dilettantistico.

L'idea dei Bogia Nen è quella di riunire, ogni anno di più, giocatori di diverse nazionalità per promuovere la propria finalità che, oltre al divertimento, è essenzialmente benefica. Emiliano Giovine è l'attuale capitano dei Bogia Nen e ci racconta di aver incontrato il mondo del rugby in carcere qualche anno fa in occasione di una partita giocata con i giocatori de La Drola Rugby, la squadra dei detenuti del carcere di Torino, al tempo da poco costituita. L'incontro si tenne proprio all'interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno il 29 settembre 2012 e di questo evento scrive Antonio Falda, invitato dai Bogia Nen a presentare il suo libro, "Per la libertà. Il rugby oltre le sbarre", che racconta la realtà del rugby nelle carceri italiane. Il progetto vide la partecipazione di giocatori provenienti da altre nazioni che, entusiasti, riportarono su riviste del settore la loro esperienza.

Il trofeo Bogia Nen 2015 si arricchisce di eventi e la manifestazione diventa più impegnativa. Sabato 11 luglio 2015, al parco Ruffini di Torino dalle 15 alle 24, oltre al triangolare di rugby vi saranno street food, una rievocazione storica della battaglia dell'Assietta, musica dal vivo e intrattenimenti.

Trofeo Bogia Nen - Torino

Il nome Bogia Nen deriva dalla partecipazione delle truppe piemontesi alla battaglia dell'Assietta, un episodio della Guerra di successione austriaca, avvenuta il 19 luglio del 1747, tra la val Chisone e la Val di Susa. I francesi erano superiori in numero, circa 40.000, ma i granatieri piemontesi di Carlo Emanuele III di Savoia, 4800 uomini, molto motivati fermarono l'avanzata dei francesi. "Nojàutri bogioma nen" (Non non ci muoviamo) è la risposta che il comandante Giovanni Cacherano di Bricherario inviò allo stato maggiore che lo invitava alla ritirata. La definizione, oggi, indica una persona oziosa e senza ambizioni, ma il gruppo capitanato da Emiliano Giovine si ispira al suo significato in origine di resistenza ad oltranza all'avversario.

La buona causa ispira quindi il trofeo organizzato dai Bogia Nen, la cui squadra raccoglie quest'anno, tra gli atri, due giocatori samoani e un figiano, il Briançon che si presta a rappresentare il rivale francese nella competizione, e una rappresentanza della GiuCo (Giuseppe Cottolengo), associazione sportiva del Cottolengo che da tempo integra nelle sue discipline atleti disabili come anche nel rugby. I ragazzi, del GiuCo, affetti da problematiche di tipo psichiatrico, partecipano a competizioni regolari con atleti normodotati per favorirne l'inclusione nel contesto sociale. La GiuCo accoglie alcuni giocatori de La Drola, ex detenuti, che si impegnano ad allenare i giovani all'interno di progetti di pena alternativi.

A questo appuntamento non poteva, quindi, mancare Antonio Falda, il cui libro è ispirato da una forte componente sociale. La presentazione, che si terrà alle 20.40 sul palco centrale, si colloca in un momento clou della manifestazione, in seguito alla premiazione e prima della musica dal vivo.

Trofeo Bogia Nen 2015 Programma

LEGGI ANCHE