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SERIAL KILLER E DETENZIONE PSICHIATRICA

Femminicidi per odio e per piacere

Marco Bergamo, il mostro di Bolzano

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 19-03-2017


Bolzano, Trentino Alto-Adige, Italia

1985 - 1992

Marco Bergamo è stato definito dai media il mostro di Bolzano. A uomini come Marco, per i delitti che compiono, vengono sempre dati dei soprannomi che li rendono i protagonisti di una storia e li allontanano dal nostro quotidiano. Marco Bergamo ha uno strano modo di trarre piacere con le donne, è un feticista. A Marco piace trarre piacere dalla biancheria intima femminile. Marco Bergamo è un uomo qualunque, lavora, fa il saldatore.

Marco Bergamo nasce il 6 agosto 1966. L'infanzia di Marco non si può definire felice. È un bambino solitario, non parla molto bene e i suoi se ne accorgono quando ha pochi anni. Marco è obeso e soffre di una malattia difficile, la boriassi. Crescendo, non riesce ad aprirsi al mondo e si isola. Non ha amici, è introverso e coltiva da solo i suoi hobby, gli piace fare fotografie, gli piacciono le macchine ed è appassionato di montagna. Marco ama possedere degli oggetti un po pericolosi, coltelli che colleziona da quando è ragazzo. Ama molto questi oggetti e li porta spesso con sé, perché i coltelli gli danno molta sicurezza e si sente protetto. Marco è un ragazzo come tanti subisce le pulsioni della sessualità ma non ama le donne. Ama gli indumenti delle donne che ogni tanto ruba per utilizzarli nel proprio piacere solitario. Da adolescente non va male a scuola, termina gli studi, si diploma e inizia a fare qualche lavoretto.

Il 3 gennaio 1985, una studentessa per bene e riservata dell'istituto magistrale, di 15 anni, Marcella Casagrande, è a terra, in un lago di sangue. Il corpo trafitto da tante pugnalate inferte con violenza e precisione. La gola di Marcella è lacerata. Qualcuno ha afferrato la ragazza dalla schiena e l’ha pugnalata violentemente con una tale forza da scalfire la decima vertebra. Marcella deve morire subito e l'omicida le taglia la gola. Tutto in un lampo di tempo l'uomo sa bene come infierire su di un corpo umano.

Annamaria è una maestra alla scuola media. Di giorno. Perché Annamaria Cipolletti di sera fa la squillo. Guadagna bene Annamaria, è brava e ci sa fare. I suoi clienti la pagano molto. Annamaria una sera incontra il suo assassino che la trafigge con 19 coltellate. Poi le ruba gli indumenti intimi ma non le usa violenza sessuale.

Un parcheggio deserto, di notte, è un luogo pericoloso. C'è lo insegnano i film. È in un posto come questo che viene trovata Renate Rauch, una giovane prostituta di 24 anni. Sulla sua tomba, qualche giorno dopo, viene lasciato un foglio con un ultimo saluto: "Mi spiace ma quello che ho fatto, doveva essere fatto e tu lo sapevi: ciao Renate! Firmato M.M." Insieme al messaggio ci sono dei fiori, qualcuno le voleva bene oppure si sente in colpa.

Un altro piazzale deserto è il 21 marzo 1992. Un'altra vittima, Renate Troger, una giovanissima prostituta di 18 anni. Il suo corpo è riverso a terra, la gola squarciata e il corpo martoriato da 14 coltellate. Renate è stata strangolata.

Marika Zorzi, una prostituta diciottenne non muore subito. Marika è ancora agonizzante quando viene abbandonata sul ciglio di una strada con il corpo trafitto da 28 pugnalate. È il 6 agosto 1992.

Marco Bergamo viene arrestato. Le vittime di Marco Bergamo sono, secondo gli inquirenti, 5 donne che ha ucciso tra il 1985 e il 1992. Marco ha aggredito le sue vittime con un coltello tutte nella zona di Bolzano, in Trentino. Le donne che Marco Bergamo ha ucciso sono Marcella Casagrande una ragazza di 15 anni Annamaria Cipolletti di 40 anni, Renate Rauch di 24 anni, Renate Troger una giovane donna di 18 anni e Marika Zorzi anche lei di 18 anni.

Durante il processo di Marco Bergamo emerge una personalità complicata con una visione distorta della sessualità. Il rapporto di Marco con l'universo femminile è problematico e conflittuale. Marco è attratto dalla biancheria delle donne ma non sempre le prostitute che incontra sono d'accordo a cedergli i propri capi intimi. Marco ci prova ad avere una fidanzata ma la relazione dura solo 7 mesi, tra il 1990 e il 1991. Tra i due non c'è sesso solo difficoltà a confidarsi.

Marco Bergamo confessa solo 5 delitti compiuti durante le liti innescate dal rifiuto delle donne. Marika Zorzi non vuole stare con lui perché Marco ha un solo testicolo. Nel 1992 ha subito un'operazione. Di Marcella non ricorda nulla, solo il sangue sulle sue dita.

Marco Bergamo parla delle donne in modo duro e offensivo. Marco è convinto che siano egoiste e ignobili. Secondo lui un uomo deve usarle e poi buttarle via, come una sigaretta. Marco Bergamo viene sottoposto a perizia e stabilito che durante gli omicidi era incapace di intendere e di volere. I periti considerano i tratti della delirante personalità di Marco Bergamo che si esprime, come dichiara, nei sogni notturni nei quali procura la morte delle sue partner in modo violento e colpendole nelle loro parti vitali, al cuore e alla testa. Secondo i periti Bergamo uccide per piacere. Ogni volta, in ogni omicidio, ricerca il piacere provato, probabilmente per caso, mentre compiva il primo delitto.

Marco Bergamo è stato condannato alla prigione a vita.

Il 17 marzo 2017, in seguito ad un ricovero per problemi polmonari, Marco Bergamo muore a 51 anni. Era detenuto nel carcere di Milano Bollate.

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