Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere
Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere
Salvatore Striano

Salvatore Striano. Il teatro come riscatto

Un eccellente percorso di crescita professionale e umana che diventa esempio per giovani e adulti

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 28-09-2017




Sabato 30 settembre 2017, alle ore 15, Salvatore Striano, presso il Centro Teatro Universitario di Ferrara presenta il suo libro La Tempesta di Sasà insieme a Giulio Baffi (presidente dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro) e Vito Minoia presidente del Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere. L'incontro fa parte del programma del festival Internazionale a Ferrara 2017, con Balamòs Teatro, con il Centro Teatro Universitario di Ferrara, il Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere, l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e la rivista “Teatri delle Diversità”. Sasa Striano é diventato un testimonial dell'attivita  teatrale carceraria e la sua presenza in questa manifestazione, accanto al Coordinamento Nazionale Teatro in carcere, presieduto dal professor Vito Minoia, testimoniano quanto, anche le istituzioni culturali, riconoscano nella figura di Salvatore Striano un protagonista d'eccellenza del grande progetto istituzionale che favorisce l'attivazione del teatro nelle carceri italiane come strumento di riabilitazione esistenziale. Per il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere è di estrema importanza avere come testimonial persone come Salvatore Striano che dimostrano la reale efficacia di percorsi formativi ed artistici nel creare nuove opportunità di vita, quindi di lavoro e riscatto sociale, per coloro che sono passati attraverso un percorso detentivo.

La sua esperienza risulta esemplare in qualità di protagonista diretto, ora ex detenuto, di percorsi formativi e conseguenti partecipazioni in produzioni teatrali e cinematografiche. Probabilmente lo conoscono in molti attraverso la partecipazione al film "Gomorra", del 2008, di Matteo Garrore, ispirato all'omonimo romanzo di Roberto Saviano. Prima ancora Lo abbiamo visto in "Napoli, Napoli, Napoli", di Abel Ferrara e "Fortapàsc" di Marco Risi del 2009. Viene diretto da Alberto Gatto nel 2010 nel cortometraggio "Fuori tempo massimo". Nel 2010 interpreta il personaggio di un criminale nel film diretto da Stefano Incerti intitolato "Gorbaciof", interpretato da Tony Servillo. I fratelli Taviani lo scelgono come interprete nel cast di "Cesare deve morire", che ha vinto l'Orso d'oro al festival internazionale di Berlino nel 2012. Al Festival di Cannes 2013, viene presentato, nella sezione Short Film Corner, il documentario “Il riscatto” di Giovanna Taviani che racconta una storia di redenzione, ambientata in una cella del carcere di Arezzo dove, Striano, evade con con la cultura che lo porta a rivivere la poesia di Dante e le colline di San Miniato, la vicenda di detenzione di Pier Delle Vigne, imprigionato dentro la Torre di San Miniato, l’Eccidio del Duomo, avvenuto durante la fine della seconda guerra mondiale, narrato nella Notte di San Lorenzo, film dei fratelli Taviani. "Il clan dei camorristi", del 2013, è una fiction prodotta da Canale 5 nella quale Striano, diretto da Alexis Sweet, e interpreta il ruolo di Vincenzo De Marchi. Guido Lombardi esce nel 2014 con il noir metropolitano "Take Five", ispirato alla vita del boss Paolo Di Lauro, nel quale Striano interpreta un fotografo di matrimoni, già ex scassinatore, malato di cuore, impegnato, con altri compagni, nel tentativo di uno scasso in banca. Una "americanata di qualità" che ha divertito l'attore sempre impegnato in ruoli seri. Take Five è stato proiettato, nello stesso anno, nel carcere di Rebibbia. "Milionari" con la regia di Alessandro Piva, nel 2014, e l'anno dopo è a fianco di Ascanio Celestini, autore molto sensibile alle tematiche carcerarie, in "Viva la sposa".

Le sue interpretazioni sono molto intense, lo si capisce già dalle foto di scena e da quelle pubblicate sui vari media, cartacei e virtuali. Sasà ha uno sguardo che buca, arriva dritto al suo spettatore e possiede un doppio registro: bonario, mite e quasi indifeso nelle foto di presentazione. Duro, deciso e virile sulla scena. Due caratteristiche che lo rendono gradito al pubblico femminile e al pubblico maschile. I personaggi che viene chiamato ad interpretare sono credibili perchè Striano ha portato avanti un gran lavoro di introspezione e, probabilmente, ha il pieno controllo di tutte le sfumature della propria personalità e riesce ad esprimerle sulla scena e sul set.

Ripercorrendo la formazione di Salvatore Striano troviamo una grande passione, nata in carcere, grazie ai laboratori teatrali condotti nel carcere di Roma Rebibbia da Fabio Cavalli, sull'opera di Shakespeare, che hanno ispirato il lavoro cinematografico dei Taviani. Come dichiarato dallo stesso Sasà, il momento nel quale al criminale detenuto nel carcere di Rebibbia viene offerta una opportunità di salvezza, una vera chiamata come a San Paolo nel momento della conversione, è l'incontro con un copione teatrale di Eduardo de Filippo, Napoli milionaria. Da quel momento è luomo Striano che prende coscienza di poter percorrere nuove strade esistenziali grazie alla cultura. Una volta libero, si impegna socialmente per offrire la stessa possibilità a coloro che ancora possono evitare guai con la giustizia. Gli adolescenti in pericolo di devianza Salvatore Striano classe 1972, li conosce molto bene, lui che a nove anni forniva alle prostitute accessori rubati nei centri commerciali, e, poco più grande, spacciava cocaina nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Carriera che lo ha portato presto a confliggere con bande di sudamericane e nordafricani e a finire, a 22 anni, in carcere a Madrid e, infine, a Roma Rebibbia.

In qualche intervista Striano, sottolinea l'aspetto salvifico della lettura mettendolo in relazione alla sua passione Shakespeariana: l'uomo disonesto sbaglia ma può trovare nei libri la salvezza. Qui sta la motivazione profonda, vera spinta esistenziale ad impegnarsi nel sociale per la prevenzione della devianza giovanile e per il miglioramento delle condizioni di trattamento penale dei detenuti delle oltre duecento carceri italiane, soprattutto per permettere una fruizione più diffusa della lettura. L'impegno nelle carceri, per incontrare i detenuti, lo ha portato nel settembre del 2014 nel carcere di Perugia in occasione del PerSo Film festival. In favore della diffusione della conoscenza della realtà detentiva operano molti festival e manifestazioni, come il festival Made in Jail, promosso dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre, e patrocinato da Roma Capitale, alla cui prima edizione, del 2014, 11 - 14 dicembre, Striano ha partecipato con lo spettacolo Sasà dentro l’avventura scritto e diretto da Fabio Cavalli. Gli interventi nelle carceri e gli incontri con i detenuti non si contano e fanno di Sasà quasi un missionario culturale.

Anche le partecipazioni a trasmissioni inchiesta in TV offrono a Salvatore Striano la possibilità di testimoniare il suo impegno verso una carcerazione più garantita. "Ho sposato uno sbirro 2", regia di Carmine Elia è un film TV del 2010. Il 17 ottobre del 2013 partecipa al programma politico "Servizio pubblico" e dice la sua rispetto all'emergenza carceri, alla possibilità di aumentare progetti di rieducazione e al tema dell'indulto. In televisione è presente, nel 2014, con "L'oro di Scampia" diretto da Marco Pontecorvo.

Salvatore Striano è l'autore del librio Teste Matte del 2015, scritto con Guido Lombardo che racconda la vicenda di un gruppo criminale di adolescenti, del quale l'autore ha fatto parte, che osa opporsi alla Camorra. La Tempesta di Sasà è il racconto autobiografico dei suoi inizi teatrali e dei successi conseguenti, soprattutto in relazione all'approfondimento dell'opera di Shakespeare, nell'anno in cui si celebrano i 400 anni dalla scomparsa. Giù le Maschere è del 2017.

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